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Non categorizzato

Allergia in Omeopatia -Riassunto-

L'allergia viene definita come una eccessiva sensibilità dell’ organismo verso determinati agenti esterni.

Le reazioni infiammatorie più comuni conseguenti ad un’allergia possono trovare sollievo anche con alcuni rimedi omeopatici :

Allium Cepa viene utilizzato in caso di secrezione nasale irritante, con lo spazio sotto le narici arrossato e accompagnato da starnuti ripetuti.

Euphrasia viene consigliato in caso di congiuntivite allergica. L'occhio si presenta arrossato, con bruciore e prurito, e una sensazione come se fosse presente della sabbiolina all'interno. Alla lacrimazione segue anche la secrezione nasale.

Sabadilla trova applicazione quando si presentano starnuti a raffica, prurito alla bocca ed al palato. La persona presenta anche lacrimazione con naso ed occhi irritati.

Naphtalinum viene utilizzato nelle oculoriniti e nella rinorrea che brucia il labbro superiore. La persona alterna la parte respiratoria alla dermatosi senza prurito.

Ambrosia viene usata nello scolo nasale acquoso, seguito da starnuti, epistassi e naso chiuso. La persona può presentare prurito ma solo alle palpebre.

Arundo Donax viene consigliato invece quando il prurito interessa solo l'interno del naso e/o delle orecchie.

In caso di orticaria possiamo usare rimedi diversi in rapporto alla manifestazione cutanea

Apis viene utilizzato in caso di edema rosato, con prurito intenso, con dolore pungente e che migliora con applicazioni fredde.

Urtica Urens in gel cutaneo utilizzabile in caso di edema pallido con prurito insopportabile

Rhus Toxicodendrum viene utilizzato con una manifestazione cutanea con tanti puntini rossi e prurito. Si utilizza anche nel rush cutaneo da antibiotico.

Come terapie di supporto si possono utilizzare anche oligoelementi, quali manganese o manganese e rame; oppure i gemmoderivati come il Ribes Nigrum in macerato glicerico ed il Viburnum.

 

D.ssa Cristina Reggiani

I Rimedi per la Febbre in Omeopatia -Riassunto-

La febbre è un innalzamento della temperatura corporea rispetto alla temperatura fisiologica dell'organismo.

Ci sono diversi rimedi omeopatici che possiamo usare per le diverse tipologie di febbre.

Aconitum Napellum possiamo utilizzarlo quando la febbre ha un inizio veloce e repentino e diventa subito alta. Il volto della persona apparirà arrossato, pur avendo la fronte asciutta. Presenterà un intorpidimento delle labbra e debolezza muscolare e proverà un'angoscia immotivata. Avrà molta sete anche se tutto, ad eccezione dell'acqua, sembrerà di sapore amaro.

Solitamente questo tipo di febbre sopraggiunge dopo meno di 24 ore da un colpo di freddo.

Atropa Belladonna viene utilizzata in una febbre alta ed improvvisa. Il soggetto presenterà il volto arrossato, caldo e con la pelle umida. Le mucose saranno secche ed arrossate ed avrà tachicardia.

Apis Mellifica viene utilizzato per la febbre improvvisa che migliora con applicazioni fredde e peggiora con il caldo. La febbre si alterna a sudorazione ed il soggetto sarà agitato ed ansioso ma non avrà sete.

Gelsemium si utilizzerà per la febbre con insorgenza progressiva e poi rimarrà costante. Solitamente la febbre è scatenata dallo stress emotivo legato ad un evento. Il soggetto sarà prostrato, senza sete nè salivazione, presenterà tremori e forti scariche dissenteriche.

Arnica montana viene utilizzata per la febbre che insorge dopo uno sforzo fisico o mentale. Il soggetto si sente come se fosse "tutto rotto", presenterà il viso rosso, caldo ma con il naso freddo. Migliorerà con applicazioni calde, ma peggiorerà con quelle fredde.

Bryonia viene utilizzata nelle febbri che presentano dolori articolari che migliorano stando immobili. Il soggetto avrà sempre sete e presenterà secchezza delle mucose.

Ferrum Phosphoricum viene usato invece nella febbre che solitamente sale verso sera.

                                                                                                       D.ssa Cristina Reggiani

 

 

 

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Asilo&Scuola un aiuto dai Fiori di Bach

ASILO&SCUOLA: UN AIUTO DAI FIORI DI BACH
Le essenze floreali del Dottor #Bach possono essere somministrate anche a bambini, poichè risultano utili, sin dai primi mesi di vita, in diversi momenti di difficoltà emotiva.

Per asilo/scuola:
- #Walnut : per facilitare l'inserimento in un nuovo ambiente
- #Honeysuckle : per superare la nostalgia di casa
- #Mimulus : per superare paure ed evitare timidezze e introversioni
- #Hornbeam : per aiutare chi è svogliato al mattino e fa fatica ad alzarsi
- #Chicory : per calmare chi tende ad essere agitato, possessivo e fa fatica ad interagire con gli altri
- #Clematis : per sostenere chi è assonnato, tende spesso a fantasticare e pare privo di interesse
- #Impatiens : per calmare chi è irritabile ed impaziente, si muove velocemente e cambia spesso gioco

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D.ssa Cristina Reggiani

Autotest TSH

In Farmacia Pellegrini: #Autotest TSH per la tiroide.
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La Cellulite

La cellulite, chiamata anche pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS) è una patologia del connettivo sottocutaneo che si esprime in forma localizzata o diffusa con ispessimento cutaneo, tegumento a buccia d'arancia o a materasso, formicolii (parestesie), cute fredda (turbe dell'irrorazione sanguigna superficiale) e dolore cutaneo.

E' una condizione che colpisce circa l'80-95% delle donne in età fertile.

La cellulite si accompagna spesso a strati di adiposità localizzata sebbene possa manifestarsi tanto nelle donne obese, quanto in quelle normolinee o magre.

La cellulite si riscontra soprattutto nelle donne, nelle quali è diffusa fin dai 18-20 anni, e con l'età il problema si accentua. La distribuzione della cellulite nella donna si verifica in determinate regioni corporee. La localizzazione è ampia e interessa cosce, parte delle gambe, zona delle ginocchia, regione lombosacrale, glutei, spalle, fascia estensoria e laterale degli arti superiori, base posteriore del collo, addome ecc.

I fattori responsabili sono attribuibili a una vita sedentaria, abbigliamento che provoca costrizioni, errate abitudini alimentari (alimentazione ipercalorica e iperglucidica), squilibri ormonali, predisposizione individuale (fattori genetici), assunzione di farmaci (es. anticoncezionali, ormoni tiroidei, …) che determinano ritenzione idrica ed alterazioni del microcircolo, scarso uso di alimenti detossificanti e gravidanza.

La cellulite può essere classificata in diversi stadi:

stadio 1: deficit circolatorio iniziale, segni visibili alla compressione

stadio 2: edema (ristagno di liquidi) con gonfiore e tensione, pelle a buccia d'arancia, tessuti pastosi al tatto, deficit del microcircolo

stadio 3: pesantezza degli arti, aspetto marmorizzato a rete (teleangectasie), zone fredde

stadio 4: arti doloranti, palpazione dolorosa

stadio 5: pelle a “materasso”, insufficienza venosa, dolore costante, cute fredda e pallida.

Il trattamento topico della cellulite si avvale delle proprietà di una serie di sostanze funzionali, molte delle quali di origine vegetale, che agiscono sia a livello della microcircolazione che a livello dei tessuti sottocutanei. E' opportuno, tuttavia, premettere che il trattamento cosmetico non può risolvere il problema della cellulite, ma può solo intervenire sugli inestetismi correlati al fenomeno, favorendo il ripristino del corretto equilibrio degli scambi idrici e del metabolismo superficiale dei lipidi.

Al trattamento cosmetico si dovrebbe abbinare attività fisica non traumatica, come la camminata che porta ad un miglioramento generale delle capacità cardiocircolatorie e respiratorie migliorando la microcircolazione periferica.
<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/la_cellulite.htm">Cellulite, rimedi e attività fisica</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/la_cellulite.htm</p>
Inoltre si dovrebbe associare una dieta sana ed equilibrata, ricca di vegetali e fibre, e bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Per ottenere risultati più rapidi si potrebbe associare anche una bevanda detossificante per aiutare ad eliminare le tossine.

D.ssa Cristina Reggiani

NOVITA'

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la Tosse

La tosse

Consigli per i genitori

Perché si tossisce?

La tosse è un meccanismo fisiologico che consente l’espulsione di materiale irritante dalle vie aeree, come ad esempio microbi, inquinanti ambientali (il fumo in casa, lo smog fuori casa) o, più raramente, la presenza di un corpo estraneo.

Il materiale irritante presente nelle vie aeree viene avvolto dalle secrezioni mucose e espulso violentemente tramite i colpi di tosse.

Quanti tipi di tosse esistono?

Classifichiamo la tosse in base a tre caratteristiche.

 

1. La sua durata:

acuta, della durata di pochi giorni, come nelle infezioni respiratorie virali;

persistente, quando dura più di tre settimane ma meno di otto, come nella tosse post-infettiva o da infezioni da germi cosiddetti atipici;

– cronica, di durata superiore alle otto settimane, come nella Pertosse, nella tosse nervosa,nella tosse  da reflusso gastro-esofageo,  da  patologie croniche  polmonari come asma bronchiale o discinesia ciliare, da patologie sistemiche come deficit immunitari e fibrosi cistica.

 

2. La sua  tonalità:

secca, come all’inizio di un episodio infettivo a carico delle vie aeree superiori (naso e faringe);

grassa, che rappresenta la naturale evoluzione della tosse secca, per la progressiva produzione di muco da parte delle ghiandole mucipare presenti nelle vie aeree una volta infiammate;

a timbro metallico o abbaiante, come nella laringite;

ad accessi subentranti e seguita da un urlo inspiratorio, come nella Pertosse;

starnazzante come quella di origine psicogena.

 

Le  caratteristiche

può essere prevalentemente notturna (la Pertosse, la tosse da reflusso gastro-esofageo,

la tracheite infettiva, la tosse nella sinusite, la tosse dell'asma);

ad esordio improvviso, con accessi seguiti da vomito (inalazione di corpo estraneo);

diurna e notturna, stizzosa, e in corso di esercizio fisico (è una caratteristica del paziente asmatico);

solo diurna, gestuale, come nella tosse nervosa;

che compare durante il pasto, a suggerire un disturbo della deglutizione o una comunicazione tra l'esofago e la trachea;

– autoamplificante, del tutto ripetitiva nelle sue caratteristiche (come accade nei bambini in età prescolare con una particolare sensibilità dei recettori della tosse, la cosiddetta tosse da ipersensibilità dei recettori, SIRT)

 

Che cos’è la tosse acuta?

La tosse  acuta  è una  tipologia  molto  comune  in età  pediatrica. È in  genere  concomitante  a  un raffreddore, e anche a febbre non elevata nei primi due-tre giorni.

È molto frequente nei primi anni di vita, specie nei bambini che frequentano il nido o la scuola materna, che ogni anno contraggono in media 6-8 infezioni virali a carico delle vie respiratorie superiori accompagnate costantemente a tosse.

È particolarmente presente nelle prime ore dell’addormentamento, e al mattino quando il bambino si alza dal letto. Questo accade perché è determinata dallo scolo di muco dalle fosse nasali nella gola, che avviene in particolare durante i cambiamenti di posizione, come accade quando il bambino assume la posizione sdraiata o quando al mattino passa alla posizione eretta, causando in entrambe le situazioni un movimento delle secrezioni nel faringe.

Se il bambino presenta sempre la stessa rilevante evoluzione verso una forma di tosse caratterizzata da accesi improvvisi e molto fastidiosi a partire da una rinite, può trattarsi  della sindrome da ipereccitabilità dei recettori della tosse.

In questi casi la tosse è del tutto ripetitiva nelle sue caratteristiche, insorge a seguito di una banale rinite nei bambini in età prescolare, in genere all’addormentamento, si rende autoamplificante e incoercibile. Raggiunge l’acme nell’arco di due-tre giorni dal suo esordio, causa magari due-tre notti insonni a causa dei risvegli o anche dei vomiti a cui si può accompagnare, e va a risoluzione quasi completa in 4-5 giorni, concomitante alla regressione della rinite.

 

Quando fare accertamenti nella tosse acuta?

Nella quasi totalità dei casi di tosse acuta una accurata anamnesi e l’esame obiettivo saranno sufficienti per impostare la terapia. Accertamenti strumentali saranno da considerare solo nei casi di:

tosse accompagnata a febbre, difficoltà respiratoria e scadimento delle condizioni generali (radiografia del torace e prelievo di sangue)

tosse e affanno che non risponde alla terapia con farmaci broncodilatatori  (Radiografia del torace, elettrocardiogramma)

sospetta inalazione di corpo estraneo (broncoscopia)

 

Quale terapia nella tosse acuta?

Innanzitutto eseguire misure generali:

evitare il fumo passivo;

effettuare la pulizia delle cavità nasali con soluzione fisiologica;

mantenere un decubito sollevato durante le ore notturne;

umidificare le vie aeree con aerosol o umidificatore;

fare bere in abbondanza; somministrare latte caldo e addolcito (ma solo se il bambino ha superato l’anno di età) con miele, che aumenta la fluidità del muco e allevia il fastidio avvertito dalla gola irritata.

Se, nonostante tali rimedi, la tosse è molto intensa, si può ricorrere a diverse categorie di medicinali.

 

I farmaci espettoranti e mucolitici

non hanno in genere alcuna efficacia sulla tosse acuta.

La soluzione fisiologica (somministrata per aerosol) può migliorare significativamente la sintomatologia.

 

I farmaci sedativi della tosse

indicati quando la tosse è secca e particolarmente insistente, tale da causare risvegli notturni o vomiti.

Sono divisi in:

sedativi ad azione sul sistema nervoso centrale, derivati dalla morfina (codeina, etc);

sedativi centrali non derivati dalla morfina (destrometorfano, cloperastina, etc);

sedativi della tosse periferici (levodropropizina, etc.), che agiscono sulle fibre afferenti il centro della tosse.

Va detto che si farmaci sedativi della tosse  hanno presentato ,a seconda dei diversi meccanismi di azione, effetti collaterali, rappresentati  principalmente da irrequietezza e sonnolenza.

È pertanto fondamentale non  somministrare farmaci di propria iniziativa ma sempre dopo avere contattato il pediatra curante.

 

Quando va contattato il pediatra curante?

Il pediatra va contattato sostanzialmente ad ogni dubbio clinico e, per i motivi spiegati, nel caso si debba intraprendere una terapia farmacologia.

Va contattato il pediatra se:

la tosse si accompagna ad una frequenza respiratoria elevata oppure ad affanno

respiratorio (valori di allarme: frequenza respiratoria superiore a 50 atti respiratori al

minuto nel primo anno di vita, superiore ai 40 atti respiratori per minuto tra 1 e 6 anni, superiore ai 30 atti respiratori/minuto sopra i sei anni)

sono presenti sibili e fischi

viene riferito dolore toracico

la tosse persiste da più di 24 ore ed interferisce con le normali attività quotidiane

(impossibilità a riposarsi, stimolo del vomito, il bambino non va a scuola)

la tosse compare in un bambino di età inferiore a 6 mesi

sempre nella tosse cronica

Dr. Giuseppe Felice - Medico Pediatra

Articolo pubblicato sul sito neolatte.it

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